Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere - Francois Rabelais

Disturbi dell’apprendimento

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono disturbi che comportano significative difficoltà nell’acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo: per questo sono chiamati dislessia, disgrafia, discalculia.

Si tratta di una condizione innata, di origine neurobiologica, caratterizzata dalla “specificità”, perché il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo), lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

Il disturbo può manifestarsi insieme a difficoltà linguistiche, mentre devono essere escluse difficoltà visive, motorie, cognitive, psico-patologiche.
I differenti DSA possono comparire da soli o, più comunemente, in associazione tra di loro o con altri disturbi evolutivi; l’associazione più frequente è con il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Secondo le stime del MIUR, relative all’anno scolastico 2014/15, le segnalazioni di Disturbi Specifici dell’Apprendimento, sono state complessivamente 186.803, 2,1% degli alunni, in aumento rispetto alla precedente rilevazione effettuata nell’A.S. 2010/11, che vedeva un’incidenza del disturbo dello 0,7%.

L’incremento delle diagnosi va interpretato come una maggiore sensibilità da parte della scuola e delle famiglie verso questi disturbi e non come una maggiore accondiscendenza diagnostica o una spinta medicalizzazione del fenomeno. (dati)

Ippocrate Centro Medico effettua screening preliminare e diagnosi dei DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia); per la certificazione ci appoggiamo a Enti Pubblici e centri accreditati ASL, unici entri autorizzati a fornire la certificazione dei DSA, necessaria per preparare il piano didattico personalizzato.

Dislessia

È un disturbo specifico dell’apprendimento, legato alla difficoltà nella decodifica del testo e quindi ad effettuare una lettura accurata e/o fluente. Il bambino, all’inizio del percorso scolastico, mostra difficoltà a riconoscere le lettere dell’alfabeto, a fissare la corrispondenza fra segni grafici e suoni e ad automatizzare tale processo di conversione. Tale difficoltà si ripercuote sull’apprendimento scolastico e sulle attività della vita quotidiana che richiedono la lettura di testi scritti.

Disortografia

È un disturbo specifico che riguarda la difficoltà per il bambino di applicare le regole di conversione dal suono alla parola scritta e quindi a riconoscere i suoni che compongono la parola (per es. pote al posto di ponte), a individuare le regolarità o irregolarità ortografiche e a individuare il corretto ordine con cui gli elementi della scrittura si compongono.

Disgrafia

La disgrafia riguarda la componente esecutiva della scrittura e si riferisce alla difficoltà di scrivere in modo fluido, veloce ed efficace, traducendosi in una scrittura poco leggibile. Il bambino disgrafico può presentare una cattiva impugnatura della penna o matita, poca capacità di utilizzare lo spazio nel foglio, difficoltà nel produrre forme geometriche e nella copia di immagini, alternanza tra scrittura grande e piccola (macro e micrografia).

Discalculia

Riguarda la difficoltà a comprendere ed operare con i numeri e a svolgere le operazioni di calcolo. Il bambino discalculico può presentare difficoltà nella cognizione numerica (meccanismi di quantificazione, seriazione, comparazione, valore posizionale delle cifre, associazione numero quantità, eseguire calcoli a mente), nelle procedure esecutive (lettura, scrittura, messa in colonna dei numeri) e di calcolo (recuperare i risultati delle tabelline, recupero dei fatti numerici e algoritmo del calcolo scritto.

Quali sono segnali importanti da osservare?

Già dall’ultimo anno di scuola materna è possibile individuare una vulnerabilità nell’acquisizione delle specifiche competenze dei bambini:

  1. difficoltà meta fonologiche denominazione di parole, scorretta identificazione dei suoni iniziali e finali delle parole;
  2. difficoltà di linguaggio e segmentazione: fatica nel dividere in sillaba la parola e unire le sillabe per formare una parola (fusione fonemica)
  3. difficoltà di motricità fine: impugnatura della penna, difficoltà nella manipolazione di piccoli oggetti, nell’utilizzo delle forbici dei pennelli, ecc;
  4. coordinazione visivo-motoria: difficoltà nel disegno spontaneo e su copia, ricomposizione di puzzle, ecc.

L’ingresso nella classe prima elementare è di solito cruciale per l’individuazione dei bambini che manifestano segnali di rischio. Sono spesso insegnanti e genitori a segnalare tali difficoltà.

Prima diagnosi DSA

Prima di effettuare una vera e propria diagnosi è importante fare uno screening preliminare per verificare la necessità di un approfondimento diagnostico.
Trattandosi di bambini, soggetti per loro natura in evoluzione, la diagnosi di dislessia, disortografia e disgrafia può essere fatta alla fine della seconda elementare, mentre quella di discalculia alla fine della terza elementare (dati).
È importante che la famiglia, gli insegnanti o altri operatori siano attenti a rilevare difficoltà, lentezza particolare, errori morfologici, sintattici e di calcolo nei compiti dei bambini.

Trattamento dislessia, discalculia e altri DSA

Trattandosi di disturbi congeniti non sono di per sé “guaribili”, ma nella maggior parte dei casi e in misura dipendente dalla gravità del deficit, si riducono con adeguati interventi abilitativi e corrette procedure educative che portano a un lento e progressivo percorso di miglioramento.

Gli interventi devono interessare sia il trattamento del disturbo specifico, attraverso operatori specializzati e programmi mirati, che l’organizzazione emotivo-relazionale. Questi bambini mostrano a volte una grande sofferenza psicologica legata ai vissuti delle loro carenze, che possono incidere pesantemente sulla loro autostima e la motivazione ad apprendere.

Un buon lavoro di équipe tra specialisti del centro, scuola e famiglia favorisce il conseguimento di risultati positivi e rappresenta la via maestra per creare un ambito favorevole allo sviluppo naturale del bambino e prevenire certi disagi psicologici nell’ambiente scolastico e familiare.

Certificazione DSA, rinnovo certificazione e Piano Didattico Personalizzato (PDP)

L’identificazione delle difficoltà e la presenza di una diagnosi sono il punto di partenza per aiutare il bambino nel suo percorso scolastico. A seguito della diagnosi di un DSA viene fatta una certificazione, che viene rinnovata, rivalutata e aggiornata periodicamente per evidenziare miglioramenti rispetto alla diagnosi precedente.
Ciò che viene rinnovato, ci teniamo a sottolinearlo, non è la diagnosi, ma il profilo di funzionamento.
Al momento del rinnovo infatti non bisogna aspettarsi una “guarigione”: i disturbi specifici dell’apprendimento hanno caratteristiche neurobiologiche. Si nasce dislessici o discalculici, non lo si diventa, e quindi non è possibile non esserlo più.
La Prima Certificazione Diagnostica e il rinnovo possono essere svolte solo da un Ente Pubblico o da un’Equipe Accreditata all’ASL di riferimento, composta da figure multidisciplinari (psicologo, logopedista, neuropsichiatra infantile).
La diagnosi certificativa e l’aggiornamento della stessa, ai fini dell’applicazione delle misure previste dalla legge 8 ottobre 2010, n. 170, hanno valore legale e obbligano la Scuola alla stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per lo studente.

Solitamente la famiglia dovrebbe pianificare l’aggiornamento del profilo con il passaggio a un nuovo ciclo scolastico: dalle elementari alle medie, dalle medie alle superiori.

Comunque, al di là del passaggio di ciclo, non è necessario per legge un aggiornamento prima di 3 anni dalla prima diagnosi.