Le parole son medicina all'animo che soffre. - Eschilo

Come trattare ansie e paure

Molte delle nostre azioni quotidiane sono guidate dall’ansia: di fare tutto bene, di essere perfetti, di essere dei bravi genitori, mogli, mariti, professionisti… di riuscire a fare tutto in tempo, di non commettere errori, di fare sempre bella figura, di tenere tutto sotto controllo…

Chi non si riconosce in almeno una di queste situazioni?

Abbiamo spesso l’illusione di poter controllare tutto e pensiamo che più controlliamo, più ci sentiremo sicuri… e che più saremo “bravi” a rispondere alle richieste, più sentiremo di valere. Purtroppo nella pratica spesso sperimentiamo che non è così.

Le idee, le credenze che noi abbiamo su cosa sia più “giusto” o più “importante” fare per sentirci finalmente sicuri, sereni, felici, spesso non sono realistiche. Perché negano la parte umana di noi stessi, quella che ci fa sentire tristi, arrabbiati, impauriti… quella che ci fa sbagliare, ci mette in situazioni imbarazzanti, ci fa venire voglia di “mollare”… Oggi noi non vogliamo questa parte umana, non accettiamo tutte queste cose, vorremmo sempre essere perfetti e avere il controllo su tutto.

Però qual è il risultato di tutto ciò? Che ci stiamo condannando ad una vita di ansie e frustrazioni.

Ciascuno di noi è l’artefice del suo destino, spetta a noi crearci
le cause della felicità. È in gioco la nostra responsabilità e quella di nessun altro

Dalai Lama

 

Chi è la dott.ssa Laura Bologna?

“Sono Psicologa e Psicoterapeuta, ho una specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale e una formazione in Terapia Breve Strategica. Nel corso della mia esperienza ho conosciuto persone con problematiche molto diverse, ma con qualcosa in comune: erano intrappolate in situazioni da cui non riuscivano più a venire fuori… e quello che tentavano di fare per trovare la soluzione al problema invece che aiutarli a venirne fuori lo manteneva o addirittura lo peggiorava. Come chi si è perso in un labirinto e non riesce più a trovare la via d’uscita, queste persone continuavano a girare a vuoto, intrappolate in tentativi di risolvere il problema che li facevano addentrare sempre più in fondo nel labirinto stesso. In tutti questi casi, il mio lavoro consiste nel fornire alle persone gli strumenti più utili per cambiare la situazione e risolvere il problema, fornendo una vera a propria “cassetta degli attrezzi” che potranno utilizzare anche in futuro per fronteggiare situazioni simili.”

Per inviarmi un messaggio può scrivere all’indirizzo: Email

Come lavora?

“Il mio lavoro è costruito sul modello della Terapia Breve Strategica, cioè: “L’Arte di risolvere complicati problemi umani mediante soluzioni apparentemente semplici” (G. Nardone).

Infatti, grazie alle tecniche create in modo specifico per ogni problema, anche in situazioni di disagi e sofferenze che durano da anni non occorre un tempo altrettanto lungo per arrivare ad una soluzione: la Terapia Breve Strategica permette, con un’alta percentuale di efficacia, di ottenere dei cambiamenti significativi in un massimo di 10-15 incontri.

La prima parte del colloquio è un momento di ascolto, in cui viene spiegato il problema e, attraverso alcune mie domande, si cerca di comprenderne il funzionamento.

Definito il problema e cosa lo mantenga, si stabilisce l’obiettivo del percorso di terapia. Il lavoro che verrà fatto nel corso dei successivi incontri sarà indirizzato al raggiungimento dell’obiettivo concordato.”

AMBITI DI INTERVENTO

Disturbi d’ansia:

  • Attacchi di Panico
  • Ansia Generalizzata
  • Ansia da Prestazione (nel Lavoro, Sessuale, nello Studio)
  • Ansia nelle Relazioni
  • Ansia legata a Pensieri Ossessivi e/o Compulsioni
  • Disturbo Post-Traumantico da Stress

Fobie

  • Paura di Guidare
  • Paura dei Luoghi Chiusi (Claustrofobia)
  • Paura dei Luoghi Affollati (Agorafobia)
  • Paura dell’Aereo
  • Paura delle Malattie (Ipocondria)
  • Paura del Giudizio degli Altri
  • Paura del Rifiuto o dell’Abbandono
  • Paura di Prendere Decisioni
  • Paura di Scegliere
Che cos’è l’ansia?

L’ansia è la reazione emotiva e fisiologica del nostro corpo di fronte all’idea o alla fantasia di una situazione da noi percepita come pericolosa. Quando sappiamo che dobbiamo affrontare qualcosa per cui non ci sentiamo preparati e che pensiamo che non riusciremo a gestire, la nostra mente anticipa ciò che potrebbe accadere, scatenando uno stato di “attivazione” dell’organismo e di agitazione.
Strettamente collegata all’ansia è la paura, che possiamo definire come una reazione appropriata a uno stimolo pericoloso.
La paura ci aiuta a far fronte ai potenziali pericoli, attivando immediatamente corpo e mente, con una reazione di “lotta o fuga”, che ci fa raccogliere le risorse fondamentali per affrontare un pericolo o evitarlo.
In passato l’ansia e la paura erano legate a pericoli “reali”, come la paura dei serpenti, degli animali pericolosi ecc. Oggi invece sono più spesso legate ad aspetti relazionali o relativi al controllo. Sentiamo ansia o paura nelle situazioni in cui viene messa a rischio l’immagine che abbiamo di noi stessi, sia da parte nostra che da parte degli altri, e in cui temiamo che le cose possano sfuggire al nostro controllo.

Proprio perché spesso oggi non è legata a pericoli “oggettivi”, l’ansia è vissuta da ciascuno in situazioni diverse dagli altri… vi sarà sicuramente capitato di ascoltare qualcuno che vi ha raccontato di essere in ansia per qualcosa che per voi non ha niente di “spaventoso”. Fortunatamente possiamo decidere quanto spazio vogliamo darle: “Non sono le cose a farci paura, ma l’idea che abbiamo di esse”, Epitteto.

Come funziona il meccanismo dell’ansia?

La sensazione di ansia è attivata dall’idea che dovremo affrontare qualcosa per cui non ci sentiamo preparati o che immaginiamo avrà un esito negativo… Tuttavia se rimane sotto un certo livello, l’ansia può esserci utile, perché permette all’organismo di attivarsi di fronte alla situazione temuta e di rispondere nel modo più utile. Pensiamo all’ansia che tutti abbiamo provato per le interrogazioni o gli esami: in questo caso funziona da “amica” perché ci spinge a studiare un po’ di più e a ripetere più spesso.
Quand’è che l’ansia diventa “nemica”? Quando supera quel livello che la rende utile e diventa disturbante, ci confonde le idee, ci blocca o ci rende inefficaci.
Allo stesso modo, anche la paura può diventare un problema quando supera un certo livello, eccessivo rispetto all’entità del pericolo o senza che ci sia una minaccia reale (un insetto mi terrorizza come se fosse un leone). In questi casi parliamo di paura patologica o fobia. Le fobie di solito sono legate a situazioni più specifiche, rispetto all’ansia, che invece può anche essere più generale e per la quale possiamo fare fatica ad identificare un motivo preciso. Quando una paura viene esasperata diventa una vera e propria fobia e si possono manifestare attacchi di panico.

Cosa si può fare per eliminarla?

Per gestire l’ansia e mantenerla entro un certo livello esistono delle strategie specifiche, costruite ad hoc per ogni diversa situazione che può attivarla. A volte sono tecniche che ci aiutano a cambiare le nostre idee di partenza, le nostre credenze, sostituendole con altre più “utili”; altre volte sono strategie comportamentali che ci permettono di uscire dalla situazione in cui siamo bloccati.
Altre tecniche sono invece utilizzate per i diversi tipi di fobie, anche queste create in modo specifico per superare in breve tempo il problema che ci opprime.
Consultare uno psicoterapeuta è la soluzione migliore per risolvere i problemi che ci condizionano negativamente l’esistenza: La vita è breve… sta a noi scegliere come vogliamo viverla.

AMBITI DI INTERVENTO

DISTURBI D’ANSIA

Attacchi di panico

Il panico è una paura esasperata, che non riusciamo più a controllare. Non sempre gli attacchi di panico nascano da un evento traumatico: nella maggior parte dei casi compaiono senza alcun motivo scatenante e sono particolarmente disturbanti per la persona, condizionando negativamente la sua vita.

Esperienza

Roberto aveva smesso di uscire di casa da solo, perché aveva paura di avere un attacco di panico e stare male, e che nessuno lo avrebbe aiutato. Insieme abbiamo riflettuto su come si fosse incastrato in un circolo vizioso, in cui la sua paura di stare male era ciò che “costruiva” l’attacco di panico, facendolo stare male davvero. Attraverso l’utilizzo delle tecniche di Terapia Breve Strategica specifiche per questo tipo di situazioni, dopo pochi incontri Roberto ha ripreso ad uscire da solo e ad andare in tutti quei luoghi che per mesi era stato costretto ad evitare.

Ansia generalizzata

L’ansia generalizzata è quell’ansia che ci segue tutto il giorno a tutte le ore. È una sensazione di agitazione che non ha un motivo specifico, anche se in genere aumenta quando dobbiamo affrontare alcune situazioni particolari.

Esperienza

Caterina sentiva l’ansia in ogni attività e momento della giornata… la sua ormai era diventata una condizione di costante agitazione e insoddisfazione che non riusciva più a gestire. Andare al lavoro era diventato motivo di angoscia, così come dover gestire la casa e i figli. Con Caterina abbiamo cercato di capire insieme quali fossero le cose che stava facendo che invece di aiutarla ad uscire da questa situazione la chiudevano sempre di più in una gabbia di ansia e insicurezze. Il percorso di cambiamento è stato graduale, ma alla fine del lavoro Caterina ha acquistato tutta quella sicurezza in se stessa di cui aveva bisogno per vivere più serenamente.

Ansia da prestazione

L’ansia da prestazione è legata alle aspettative che abbiamo su noi stessi (quanto riusciremo, quanto saremo bravi, ecc.) e che pensiamo abbiano su di noi gli altri. Quando questa si presenta nei contesti in cui ci sentiamo “messi alla prova” e sentiamo di dover dimostrare qualcosa (come a scuola, all’università, durante i rapporti sessuali o sul lavoro), l’agitazione aumenta e di solito supera il livello entro cui è funzionale, creando un blocco.

Esperienza
Samuele andava alla scuola superiore e aveva costruito l’idea di valere solo se avesse preso voti alti. Questo però a lungo andare aveva creato una situazione in cui, al momento delle verifiche o delle interrogazioni, l’ansia saliva così tanto che non ricordava più niente, si bloccava e non riusciva più né a parlare né a scrivere. Il lavoro con questo ragazzo si è focalizzato sul riconoscimento del meccanismo che, invece di aiutarlo, lo intrappolava, cioè l’idea di dover dimostrare il massimo. Con alcuni piccoli stratagemmi che gli ho suggerito, Samuele è riuscito ad uscire da questa trappola e a gestire la valutazione dei professori con maggiore serenità, ottenendo alla fine dei risultati migliori di quelli attesi.

Disturbo Post-Traumatico da Stress.

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress si costruisce quando subiamo o assistiamo ad un evento “traumatico” (un lutto, un incidente, una violenza, ecc.), una situazione che la nostra mente non riesce ad accettare, ad elaborare, e che continua a tormentarci con pensieri, paure, immagini, sogni, ecc. per diverso tempo.

Esperienza

Giovanni aveva assistito alla morte della madre per un incidente d’auto quando era piccolo e questo ricordo non l’aveva più abbandonato. Era un ricordo profondamente doloroso che aveva condizionato tutte le sue relazioni con le donne, che venivano vissute con la paura che anche queste potessero “scomparire” dalla sua vita e nelle quali quindi manteneva sempre un certo distacco. Lavorando sull’elaborazione di quel ricordo traumatico, Giovanni è riuscito a dare un significato diverso e più accettabile a ciò che era accaduto, e questo ha reso possibile anche un cambiamento nel suo modo di rapportarsi con l’altro sesso.

Ansia legata a pensieri ossessivi e/o compulsioni

I pensieri ossessivi (fissazioni o dubbi ricorrenti) sono idee o immagini intrusive che si presentano ripetutamente nella nostra mente. A volte per gestire l’ansia legata a queste idee costruiamo dei “rituali”, cioè delle azioni fisiche o mentali ripetute che ci aiutano a controllare l’ansia.

Purtroppo ciò che succede spesso è che la “soluzione” che abbiamo trovato per alleviare la nostra ansia diventa in sé un problema, perché i rituali aumentano sempre di più, diventano più complessi ed interferiscono sempre di più con la nostra vita.

Esperienza

uno dei rituali più comuni è quello del “ricontrollare” ripetutamente di aver chiuso la porta di casa o il gas. Paolo aveva entrambi questi comportamenti compulsivi di ricontrollo: chiudeva la porta e poi doveva riaprirla e richiuderla un certo numero di volte per sentirsi tranquillo ed essere sicuro che non sarebbe accaduto niente di male alle persone che gli stavano intorno. Lo stesso meccanismo veniva utilizzato per il gas. Quando abbiamo un comportamento alimentato dalla paura come questo, parlarne serve a poco: Paolo si rendeva perfettamente conto del fatto che il suo fosse un comportamento irrazionale, ma non riusciva a smettere. In questo caso ho utilizzato le tecniche specifiche che sono state messe a punto per le compulsioni e che hanno permesso a Paolo di liberarsi del problema nel giro di pochi incontri. 

Ansia nelle relazioni

Tanti di noi sentono il peso di dover rispondere alle aspettative degli altri e si sentono in colpa se pensano di non averle soddisfatte. È assolutamente normale che ognuno di noi si aspetti qualcosa dagli altri e gli altri se lo aspettino da noi… ma quand’è che questo può trasformarsi in un problema? Le trappole in cui possiamo cadere sono principalmente due: aspettarci dagli altri più di quello che possono darci o di quanto sia ragionevole chiedere e cercare di accontentare gli altri ad ogni costo per paura di perdere la relazione.
In entrambi i casi (soprattutto nel secondo) l’ansia diventerà nostra inseparabile compagna.

Esperienza

Rossana è venuta da me con un problema. Era diventata così insicura su quanto valesse, che aveva bisogno di continue conferme da parte degli altri. E per ottenerle si rendeva sempre disponibile e non diceva mai di no. Così pensava che gli altri non l’avrebbero mai rifiutata. Purtroppo però il dire sempre di sì ad un certo punto era diventato troppo impegnativo e Rossana non riusciva più a stare dietro alle richieste degli altri. Riflettendo con me sul suo comportamento si è resa conto che questo meccanismo relazionale che aveva costruito in realtà la faceva sentire ancora più sola, perché dentro di lei era sempre presente un dubbio: gli altri stanno con me perché mi apprezzano o perché dico sempre di sì? Se avessi bisogno, ci sarebbero per me? Riconoscendo il dubbio, Rossana si è resa conto anche che questa sua strategia per evitare che gli altri si allontanassero non le era utile e ha costruito una modalità più equilibrata di rispondere alle richieste degli altri. Nello stesso tempo è stato fatto un lavoro sulla sua autostima, così che potesse sentire di valere indipendentemente dalle conferme esterne.

FOBIE

Paura di Prendere Decisioni e Paura di Scegliere

Uno dei motivi principali di ansia è la convinzione di poter fare delle scelte che siano “giuste” in assoluto. Chi si incastra in questa trappola di solito si blocca, perché nessuno può realmente prevedere le conseguenze delle proprie decisioni.

Esperienza

Valentina era arrivata al punto di non riuscire più a prendere nessuna delle decisioni che ognuno di noi solitamente prende con facilità: se accettare o rifiutare un invito a cena da un’amica, se comprare o meno un certo vestito, se andare al cinema o restare a casa. Tutto era diventato un peso insostenibile per la Paura di fare la Scelta Sbagliata. Alla fine, non riuscendo più a gestire la situazione, è venuta in Terapia. Insieme abbiamo lavorato su questa idea della “scelta perfetta” che la intrappolava nella paura di sbagliare, e quindi la bloccava. Con questo lavoro di confronto e alcune piccole strategie che le ho chiesto di utilizzare, dopo alcuni incontri ha ripreso a scegliere e decidere cosa fare senza preoccuparsi eccessivamente.

Paura del Giudizio degli Altri e Paura del Rifiuto o dell’Abbandono.

Queste paure sono piuttosto diffuse, perché le relazioni sono fondamentali per noi esseri umani. Il problema è che il giudizio degli altri e la possibilità che le persone a cui teniamo si allontanino sono cose che non possiamo evitare.
Gli altri si costruiranno sempre un’opinione su di noi, così come noi lo facciamo su di loro, e ci sarà sempre il rischio di perdere qualcuno o non essere ricambiati nei nostri sentimenti. A volte queste preoccupazioni possono diventare paure così forti da interferire con il nostro modo di relazionarci agli altri.

Esperienza

Sonia aveva così tanta paura del giudizio degli altri che gradualmente aveva iniziato ad evitare tutte quelle situazioni in cui era con altra gente, soprattutto se erano persone esterne alla famiglia. Ovviamente però ogni volta che evitava confermava a se stessa l’idea che gli altri fossero dei terribili giudici che la “valutavano” costantemente e questo l’aveva portata ad aumentare gli evitamenti.

Il lavoro con Sonia si è focalizzato sul comprendere il meccanismo in cui si era intrappolata ed accettare l’idea del giudizio degli altri come qualcosa di “normale” e non catastrofico come lo sentiva inizialmente.

Paura dei Luoghi Chiusi (Claustrofobia), Paura dei Luoghi Affollati (Agorafobia) e Paura dell’Aereo.

Queste paure di solito sono legate all’idea che se la persona si sentisse male e avesse bisogno di aiuto, sarebbe difficile o imbarazzante fuggire. Chi ha questo tipo di paure tende ad evitare luoghi che non conosce bene e quando arriva in un posto nuovo controlla come prima cosa dove sono le uscite. Evitare le situazioni che spaventano è una delle principali risposte della persona che ha paura, ma  tende anche ad aumentare la paura stessa.

Esperienza

Silvia aveva paura di prendere l’aereo, e questo l’aveva portata a dover rinunciare anche a delle opportunità lavorative, oltre che limitarla molto nella scelta dei luoghi in cui trascorrere le vacanze. Quando si era trovata a dover programmare il suo viaggio di nozze, che aveva sempre sognato di fare all’estero, aveva deciso che non poteva essere condizionata da questa paura.

Nel caso di Silvia, come in tutti i casi simili, esistono delle tecniche specifiche per risolvere il problema ed eliminare la paura. Con l’utilizzo di queste strategie, Silvia è stata in grado di partire serenamente per il suo viaggio di nozze, per la meta tanto desiderata.

Paura delle Malattie (Ipocondria)

L’Ipocondria è una paura esagerata ed esasperata di avere una malattia mortale o debilitante. È una paura che accompagna costantemente la persona, che non riesce a smettere di pensarci e la cui vita viene condizionata in modo importante da questa preoccupazione. Oltre all’idea costante, in questi casi le persone cercano rassicurazioni su internet o con visite specialistiche, che però forniscono solo un sollievo temporaneo dalla paura (che rimane e aumenta sempre più), perché quando la ragione si scontra con le emozioni, di solito vincono queste ultime.

Esperienza

Sabrina frequentava la facoltà di medicina e aveva iniziato ad avere paura di poter avere le malattie che studiava. La preoccupazione per la propria salute e per quella di chi le stava vicino era diventata impossibile da gestire e la ragazza aveva smesso di studiare, sperando che non pensando a ciò che la spaventava sarebbe stata meglio. Quando si era resa conto che non era così, ma che la paura continuava ad opprimerla, era venuta da me per superare questa situazione.

Insieme abbiamo lavorato con delle tecniche messe a punto per questo tipo di problema, che hanno permesso a Sabrina di ridimensionare la paura e le preoccupazioni e di riprendere il suo corso di studi.

Paura di Guidare

La paura di guidare in generale o di guidare in alcune strade (di solito autostrade o strade a scorrimento veloce) è abbastanza diffusa.
Di solito è legata al bisogno di controllo, che non può esserci perché ciò che può accadere non dipende solo da noi. Per chi ha sempre guidato e si è sempre sentito libero nei movimenti questa è una paura molto invalidante, che colpisce direttamente l’autostima.
A volte c’è un evento traumatico scatenante, un incidente o qualcosa di simile, ma altre volte è solo un dubbio che si insinua silenziosamente nella nostra mente (“potrei sentirmi male” oppure “potrei avere un incidente”) e che si allarga a macchia d’olio, finchè prende il sopravvento.

Esperienza

Monica un giorno si era sentita male mentre stava guidando e da quel momento viveva con ansia tutto il periodo precedente al momento di salire in auto e tutto il percorso che doveva fare ogni giorno per andare al lavoro. Tutte le uscite in auto “superflue” erano evitate, ma in alcune situazioni di necessità non poteva fare a meno di prendere la macchina. L’idea di non sentirsi più libera di andare dove voleva, di doversi appoggiare sempre agli altri e di vivere con ansia il dover guidare l’ha portata a decidere di rivolgersi a qualcuno che potesse aiutarla. Con le tecniche di Terapia Breve Strategica costruite specificatamente per questo tipo di problema nel giro di pochi incontri Monica ha imparato a gestire la situazione che le creava ansia e ha ripreso a muoversi liberamente senza difficoltà.